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martedì 23 ottobre 2007

Microsoft multata non ricorre

Microsoft adesso dice sì all'Ue accettate tre misure "sostanziali"

I produttori di software open source potranno accedere alle informazioni dell'azienda Usa ad un prezzo più basso

Sì a un accordo per una licenza mondiale che includa il brevetto, con sostanziale riduzione delle royalties



Bill Gates

BRUXELLES - Microsoft ha accettato tre misure "sostanziali" per rispettare gli obblighi presi dall'Unione europea nei confronti del colosso informatico statunitense. Microsoft, assicura l'Antitrust europeo, "farà tutti i passi necessari per adempiere gli obblighi contenuti nella decisione della Commissione Ue del 2004". E spiega che il colosso statunitense del'informatica "si è detto definitivamente d'accordo nell'effettuare tre cambiamenti fondamentali".

Il primo è quello di permettere ai costruttori di software 'open source' di accedere alle proprie informazioni. Il secondo, quello di abbassare a 10.000 euro il prezzo per avere queste informazioni. Infine, sul fronte dei diritti d'autore, Microsoft si è detta d'accordo per una licenza mondiale che includa il brevetto, con le royalties che saranno ridotte dal 5,95% allo 0,4%, dunque meno del 7% originariamente richiesto.

Neelie Kroes, commissaria europea responsabile della concorrenza, si compiace della notizia, secondo quanto si legge in una nota. Anche se "si rammarica del fatto che ci sia voluto tanto tempo, due sentenze della Corte di Giustizia Europea e l'imposizione di multe giornaliere". Bruxelles aveva condannato microsoft nel 2004 per abuso di posizione dominante, una condanna confermata a settembre dalla corte di giustizia di lussemburgo.

Inoltre, si legge ancora nel comunicato, "in questi accordi tra sviluppatori terzi e Microsoft, quest'ultima garantirà la completezza e la accuratezza dell'informazione fornita. Sarà possibile far valere questi accordi di fronte all'Alta Corte a Londra, essi forniranno rimedi efficaci, incluso i danni per sviluppatori terzi nel caso che Microsoft violi tali accordi".

"Mi rallegro - ha commentato Kroes - che Microsoft abbia finalmente intrapreso passi concreti per assicurare piena ottemperanza con la decisione del 2004. C'è da rammaricarsi che Microsoft lo abbia fatto solo dopo un ritardo considerevole, due decisioni di una Corte e l'imposizione di multe quotidiane. Tuttavia - ha proseguito il commissario - le misure su cui la Commissione ha insistito porteranno vantaggi agli utenti di computer riportando competizione e innovazione nel mercato dei server".

(22 ottobre 2007)

lunedì 22 ottobre 2007

Primo retrofront ... "...scusate, non l'avevamo letto ..."

Il ministro delle Comunicazioni riconosce sul suo blog che la norma va cambiata

"L'allarme è giustificato. Avrei dovuto controllare il testo parola per parola" Ddl editoria, Gentiloni ammette

"Un errore la registrazione dei siti"

ROMA - "Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

"L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive".

Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell'accaduto "per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri". Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.

"Pensavo - prosegue Gentiloni - che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria".

Per il ministro delle Comunicazioni, dunque, "va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione del Festival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attività di molti siti e blog". In definitiva, "meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare".

(20 ottobre 2007)

LinuxDay di Roma - 27 Ottobre 2007

Edizione 2007


Top



Il Linux Day è una manifestazione italiana articolata in eventi locali, che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero in una unica giornata nazionale. I singoli eventi locali nella varie città sono organizzati dai rispettivi gruppi di utenti linux (LUG) locali, che hanno libertà di scelta per quanto riguarda i dettagli delle iniziative, pur nel rispetto delle linee guida generali della manifestazione.
La manifestazione si terrà presso l'Università di Tor Vergata:

Sabato 27 Ottobre 2007

dalle 9:30 alle 18:30, approssimativamente.

Università di Roma, Tor Vergata

Via della Ricerca Scientifica, 1 (Sogene)



Si terranno molti TALK interessanti:

http://www.linuxdayroma.org/talk/i-talk-del-linuxday-2007


consigliato

IPsec & Traffic Flow Confidentiality

di: Simone Teofili

I meccanismi per la protezione da attacchi basati sull'analisi statistica del traffico (Web site fingerprinting, etc ) ed il protocollo IPsec. Illustrazione pratica dell'implementazione nel kernel di Linux come estensione di IPSec, in aggiunta a ESP e AH.


Verso la fine della Rete

19 Ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo_Franco_Levi.jpg

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.

Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it

Un motivo per iniziare......

Non ho mai pensato di dedicare un po' del mio tempo per un blog personale.
Ma la notizia dell'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto legge Levi-Prodi, mi ha dato una motivazione in più per dire la "mia".........